IL DOLORE COME ESSENZA DELLA VITA La vita umana è come un pendolo, che oscilla senza fine tra il desiderio e la noia, trovando la pace solo nel fugace e transitorio istante del piacere, intenso come cessazione del dolore. La volontà colta nell'esperienza corporea non è l'essenza unicamente dell'uomo, bensì di tutto l'universo, un principio universale di cui la molteplicità degli esseri non è che manifestazione e oggettivazione. Tutto, nel mondo, è accumunato dallo stesso cieco impulso che comporta inquietudine e dolore: esso è il noumeno, la "cosa in sé" sottesa alla realtà. VERSO IL NIRVANA Tuttavia, per Schopenhauer esistono tre vie di liberazione dal dolore: l'arte, la morale l'ascesi. L'esperienza estetica costituisce un primo tentativo di affiancarsi dalla volontà, in quanto, attraverso la contemplazione disinteressata dell'oggetto, disattiva il desiderio e sentimenti negativi a esso sono inevitabilmente concessi. La morale, poi...
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Schopenhauer
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SCHOPENHAUER: rappresentazione e volontà Secondo Schopenhauer è possibile offrire una duplice visione del mondo: quella scientifica, che appunto lo descrive nel suo apparire esteriore e fenomenico come <rappresentazione>; e quella filosofica, la quale, andando oltre i fenomeni, arriva a comprendere che la sua essenza consiste nella <volontà>. IL MONDO COME REALTA' FENOMENICA Queste due prospettive vengono sviluppate nell'opera maggiore del filosofo- il mondo come volontà e rappresentazione. Dire che il mondo è una nostra rappresentazione significa che esso è dato sempre e soltanto in relazione ai nostri organi di senso e alle nostre facoltà conoscitive: le forme a priori dello spazio e del tempo e la categoria della casualità. In questo senso, le cose sono un reticolo di connessioni elaborate in virtù dei principi di individuazione e di ragion sufficiente, con i quali il soggetto "filtra" ogni dato percettivo. Per Schopenhauer tale dimensione f...
MARX
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L'ALIENAZIONE E IL MATERIALISMO STORICO Secondo Marx l'uomo risulta alienato a causa dello sfruttamento economico sistematico cui è sottoposto nella società capitalistica, che determina condizioni di vita estremamente drammatiche. L'alienazione, dunque. è per lui un fatto concreto, legato a un preciso sistema di produzione, e si presenta in quattro forme diverse. Il lavoratore è alienato: nei confronti del prodotto del suo lavoro, che appartiene al capitalista nei confronti della sua stessa attività che, come forza-lavoro, è venduta al capitalista al pari di qualsiasi altra merce in relazione alla sua stessa assenza che, consistendo nell'attività lavorativa, nel sistema capitalistico risulta "espropriata", riducendo il lavoratore a una pura funzione "animale" nei confronti degli altri, in quanto l'unico rapporto sociale è quello di dipendenza dal capitalista. La causa dell'alienazione è individuata da Marx nella divisione...
MARX
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L'ORIGINE DELLA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA DI MARX Marx con l'ideologia tedesco prende le distanze da Hegel, del quale apprezza l'idea che la storia dia frutto di un processo dialettico, ma rifiuta la riduzione del reale e all'ideale e la visione astratta. Con le <tesi su Feuerbach> prende le distanze da Feuerbach del quale apprezza tuttavia l'attenzione rivolta all'uomo come essere sensibile e concreto. Con la <Misera della filosofia> critica la posizione dei socialisti francesi che giudica la posizione borghese e utopistica, al contrario del socialismo scientifico fondato sull'analisi della realtà economica e orientato a una sua trasformazione radicale. Con <il manifesto del partito comunista>, infine, esplicita l'obiettivo comunista, cioè abbattere il dominio della borghesia per affermare una società senza classi.
FEUERBACH
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IL MATERIALISMO NATURALISTICO DI FEUERBACH Da giovane Feuerbach segue le lezioni fi Hegel, restandone affascinato. Ben presto però si rende conto che la prospettiva di Hegel trascura prorpio il tema che a lui sta più a cuore: l'uomo concreto; non dunque il soggetto "spirituale" del Romanticismo e neppure quello "razionalista" dell'Illuminismo, ma una figura "naturale" che ha la sua essenza nella corporeità e nella materia. Per Feuerbach l'oggetto privilegiato della filosofia deve essere l'uomo nella sua essenza corporea e biologica. in quanto vero e originario soggetto della storia. Tale prospettiva porta il pensatore a criticare l'idealismo, che ha il torto a sua avviso di interpretare la realtà come una manifestazione dello spirito, trascurandone gli aspetti materiali e sensibili. Coerentemente con il presupposto materialista della sua filosofia, Feuerbach afferma che la religione deve essere ricondotta alle sue origine umane: non...
HEGEL
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LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO Hegel mostra il cammino della coscienza verso l'Assoluto e la piena consapevolezza di se stessa nella Fenomenologia dello spirito. Le tappe necessarie della vita dello spirito nel suo percorso verso il sapere assoluto: la fase della coscienza, la coscienza conquista la consapevolezza di sé e della propria funzione costruttiva del senso delle cose la fase della autocoscienza, la coscienza della propria identità e libertà la fase della ragione, l'autocoscienza si eleva a ragione e assume in sè ogni realtà Ne sono esempio la figura del servo-padrone, in cui si mostra il percorso dialettico che la coscienza deve affrontare per affermare la propria identità, e quella della coscienza infelice, caratteristica della coscienza cristiana, aspira all'infinito ma non ha la possibilità di raggiungerlo. Nell'idealismo hegeliano la coscienza ottiene la più alta e perfetta nozione di se stessa. Questa consapevolezza non si rag...
HEGEL
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I CAPISALDI DEL SISTEMA HEGELIANO Iniziamo a osservare il pensiero di Hegel chiarendo tre concetti che costituiscono i cardini di tutto il suo complesso sistema filosofico e il presupposto fondamentale per comprenderlo. Essi sono: la convinzione della razionalità del reale l'idea che la verità coincida con l'intero, il "tutto" la concezione dialettica della realtà e del pensiero Secondo Hegel tutta la realtà è la manifestazione, il dispiegarsi progressivo di un unico principio razionale: lo spirito, definito anche <idea> o <assoluto>. Tale principio è omnicomprensivo, nel senso che costituisce un organismo unitario di cui ogni cosa, ogni evento e ogni individuo non sono che manifestazioni particolari e nel quale ogni scissione trova una conciliazione. A questo proposito Hegel afferma che <ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale>. Lo spirito non è "sostanza", ma "processo", e la sua verità...