Kierkegaard
Per Kierkegaard l'esistenza si configura come una dimensione profondamente problematica, priva di certezze, attraversata dal dubbio e dall'inquietudine. Drammaticità, in particolare, è la scelta tra le possibilità fondamentali dell'esistenza: la vita estetica, la vita etica e la vita religiosa.
LA VITA ESTETICA E LA VITA ETICA
La vita estetica è propria di colui che vive l'attimo, l'istante eccezionale, cercando di assaporare il piacere della vita. Figure emblematiche di questa condizione sono Johannes, il protagonista del Diario di un seduttore intellettuale, e Don Giovanni, l'eroe mozartiano simbolo del seduttore sensuale.
Noia e insensatezza, però, affiorano in questo tipo di vita, rendendo l'esteta consapevole della propria insufficienza e della propria miseria e gettandolo nella disperazione più nera.
L'alternativa è, per lui, la vita etica, impersonata dalla figura del marito. Nello stadio etico l'uomo sceglie la stabilità, la continuità, il sacrificio, accetta le strutture della società, la famiglia e si accomuna agli altri uomini nella fatica del lavoro da cui trae soddisfazione. Anche nella vita etica, però, si nasconde l'insidia dell'insoddisfazione e della noia e il rischio della sua degenerazione nell'acquiescenza e nel conformismo.

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